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Scolarizzazione dei ragazzi dello spettacolo viaggiante itinerante: un convegno alla Camera dei Deputati

Ottobre 19, 2017 by Maurizio Crisanti

Si è svolto lo scorso 10 ottobre alla Camera dei Deputati il convegno “Bisogni Educativi degli alunni itineranti” alla sua seconda edizione dopo quella tenuta a Bergantino lo scorso anno. Il tema della scolarizzazione è molto sentito nello spettacolo viaggiante. La elevazione dell’obbligo scolastico a 16 anni, e le recenti affermazioni della ministra Fedeli sull’ipotesi di innalzamento a 18 anni, rendono impossibile accedere al diploma, ma anche onorare l’assolvimento dell’obbligo scolastico, per i giovani dello spettacolo viaggiante itinerante.

I lavori, moderati da Flaviano Ravelli, sono stati introdotti dall’ On.le Edoardo Patriarca, che ha ricordato come il diritto allo studio sia costituzionalmente garantito e che la esperienza dell’Istituto Bruno Munari, che ha già accolto oltre 560 ragazzi dello spettacolo viaggiante fa parte della scuola di confini, un’esperienza per l’innovazione della didattica.

È seguito l’intervento di Mons. Giovanni De Robertis, direttore generale della Fondazione Migrantes, il quale ha ricordato l’esperienza del Libro dei Saperi e l’impegno della Fondazione per l’individuazione di una modalità per la trasmissione delle competenze tra una scuola e l’altra. E’ seguito poi Giacomo Quaccini, di NNT Onlus, ha riferito sulla modalità di regolarizzazione e sulla gestione amministrativa del progetto, che coinvolge collaboratori che aiutano gli studenti nello studio da casa.

Ha parlato quindi Alessandro Serena, direttore di Open Circus, che ha segnalato che il problema della scolarizzazione dei figli di esercenti e artisti sempre in movimento ha radici dagli anni’60, quando fu risolto con insegnanti itineranti che seguivano i circhi nelle tournée, affiancati dal Collegio di Villa Maria, che ospitava i ragazzi dello spettacolo viaggiante  consentendo loro di frequentare la scuola con continuità.

Maria Elisabetta Soffritti, dirigente dell’IIS Bruno Munari, ha evidenziato la qualità del progetto realizzato dall’Istituto grazie al lavoro – fuori dall’orario di servizio, dunque non retribuito – di alcune insegnanti e la conoscenza della vita economica del territorio, che si estende verso il paese di Bergantino, nel Distretto della Giostra. A normativa vigente – ha detto la preside – era possibile avvalersi delle norme sull’educazione parentale, per evitare il vincolo della frequenza, e in quel contesto si è sviluppato il progetto. La dirigente ha sottolineato che questa attività è svolta nel contesto della istruzione pubblica – dunque niente “diplomificio” ne scorciatoie – e negli anni la percentuale di alunni ammessi alle classi superiori, è cresciuto molto, rispetto alle bocciature. Tre le difficoltà sottolineate dalla preside, la prima consiste nella difficoltà di integrazione tra studenti a distanza e ragazzi che frequentano la scuola in modo tradizionale. La seconda criticità riguarda l’attitudine delle famiglie di esercenti itineranti creare una relazione con la scuola, che prevede alcuni incontri nel corso dell’anno, prima dell’esame di ammissione. La terza preoccupazione è rivolta al il triennio di scuola superiore, al quale non è estesa l’educazione parentale e deve trovare soluzione attraverso l’intervento del Ministero dell’istruzione.

È seguito quindi Marco Menabò, docente e responsabile del progetto, il quale ha evidenziato alcuni dati ed aspetti tecnici, come quello della formazione a distanza, gestita dalla piattaforma Google Schoolar. Gli studenti – ha affermato il docente – accedono ad un’aria riservata dove trovano il registro di classe con i lavori da fare, una sezione documenti con le unità didattiche ed i contatti di docenti e compagni di classe. Anche gli studenti dell’IIS Minari collaborano al progetto, realizzando video tutorial su specifici argomenti, fruibili a casa dai loro amici itineranti. Tra le difficoltà il fatto che la banda offerta dagli abbonamenti per la connessione internet da mobile non consente la gestione di documenti particolarmente pesanti in termini di Mb. Inoltre le famiglie, che vivono in abitazioni mobili, non hanno disponibilità di spazio e propensione alla spesa per l’acquisto di libri di testo. Anche la analfabetizzazione informatica incide purtroppo sulla gestione della istruzione a distanza.

La docente Maria Milletta ha riferito sui piani di apprendimento personalizzato e sulle novità introdotte a livello normativo dal 2012 per gli alunni BES (Bisogni Educativi Speciali), come materiali e programmi personalizzati.

Buone notizie sono emerse poi dall’intervento di Giuseppe Fusacchia, dirigente scolastico ed esperto della tematica, che ha riferito di un incontro avvenuto presso il Ministero dell’Istruzione il giorno precedente, durante il quale sono stati affrontati i temi dei curricula specifici – ovvero i programmi didattici – per questo tipo di istruzione, della necessità di adeguare il sistema di iscrizione nazionale, che consentirebbe di censire gli alunni provenienti da famiglie con lavori itineranti e le procedure di valutazione. Nell’incontro è stata esplorata la possibilità di riconoscere all istituto superiore di Castelmassa la funzione di coordinatore di un progetto pilota, creando una rete nazionale di istituti scolastici. È stata esaminata la possibilità di estendere a questo tipo di studenti il sistema di valutazione introdotto dai decreti attuativi del ddl sulla “Buona Scuola”.

Dopo l’intervento dell’avv. Massimo Grupponi, che ha affrontato il tema del diritto allo studio sotto il profilo giuridico, è seguita Alice Mantovani, che ha recentemente discusso una tesi sulla scolarizzazione degli alunni itineranti. La neo dottoressa ha riferito che dai sondaggi effettuati per la stesura della tesi, il progetto “Studiando Viaggiando” è sconosciuto, soprattutto nelle regioni del Sud. Inoltre, il fatto che gli istituti per la scuola secondaria di II° grado siano molti di meno rispetto a quelli della Secondaria inferiore, rende la scolarizzazione degli adolescenti ancora più problematica.

Sono seguiti quindi gli interventi dei rappresentati delle Associazioni. Marco Buzzacchi, per lo SNAV ha confermato che l’unica soluzione ad oggi è quella proposta dall’IIS Munari, È seguito poi Gianluca Cavedo, del mondo circense, il quale ha ricordato che molti pregiudizi nei confronti del settore nascono dall’aver perso la capacità di evidenziare gli aspetti culturali delle attività. Ha preso quindi la parola Maurizio Crisanti, per ANESV, ha segnalato le difficoltà incontrate per far considerare ancora lo spettacolo viaggiante tra le attività di spettacolo nel corso dell’iter di approvazione del Codice dello Spettacolo, risolto solo grazie all’intervento di numerosi parlamentari che ne hanno riconosciuto la valenza di cultura popolare. Crisanti ha ricordato inoltre che l’impegno per la scolarizzazione dei giovani è fondamentale per il futuro dello spettacolo viaggiante.  Vincenzo La Scala, per lo SNISV ha ricordato come un adeguato livello di istruzione sia ormai indispensabile per gestire l’attività e le relazioni con le amministrazioni e la burocrazia. Ginetto Puglié, presidente ANSVA ha quindi ricordato le difficoltà da lui vissute durante le prime tournée all’estero dei genitori e l’esperienza di studente lasciato a vivere con i nonni nei periodi in cui la famiglia si spostava.

I lavori sono stati conclusi dall’On.le Edoardo Patriarca, che ha sottolineato come da molti interventi è emersa la passione civile e il cuore. Ha parlato del Codice del Terzo settore, che lo ha visto protagonista in Parlamento, le cui previsioni coinvolgono anche l’attività di volontariato che ruota intorno al progetto di scolarizzazione, invitando a valutarne i benefici. Infine Patriarca ha invitato i soggetti coinvolti a individuare una rappresentanza forte, affinché il tema sia affrontato dalle Istituzioni.

 

 

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