Il 2024 era stato l’anno migliore di sempre per i parchi divertimento italiani. Il 2025 chiude poco sotto: 20.644.866 ingressi e 306.076.509 euro di spesa al botteghino, secondo il Rapporto Annuale SIAE presentato lo scorso 26 giugno a Roma alla presenza del Ministro Mazzi. Sono 2,2% di ingressi in meno e 0,2% di spesa in meno rispetto a quel record. Tuttavia il segno meno sui volumi convive con due dati in crescita: la spesa media per visitatore (+2%) e il numero di strutture rilevate (+17,1%). E, in ogni caso, i 50 parchi più visitati d’Italia, presi insieme, hanno fatto +0,7% di pubblico. Per tutti gli altri, il 2025 è un anno di consolidamento.

La lieve flessione su scala nazionale nasce da un effetto composto. Da una parte i parchi più piccoli, che cedono pubblico. Dall’altra l’ingresso di nuovi impianti ancora in fase di maturazione, ben 43, soprattutto parchi avventura, che pesano sul conteggio delle strutture ma non ancora sui volumi. Inoltre a fronte di un Giugno eccezionale quanto a presenze e ricavi, con una crescita media del 30%, le codizioni meteo delle ultime giornate di luglio e della seconda metà di agosto hanno condizionato le performance del settore, mentre la fascia alta del mercato raggiunge risultati migliori dello scorso anno.
La crescita del valore per visitatore
La spesa media per visitatore sale da 14,53 a 14,83 euro, +2%, in linea con l’inflazione. L’incasso medio per giornata di apertura cresce dell’1,4%. E i parchi divertimento restano le strutture con l’introito medio per struttura più alto di tutto il sistema spettacolo italiano, con 1.037.547 euro. Serve tuttavia una precisazione che il dato SIAE da solo non rende. I 306 milioni misurano la sola biglietteria. Food & beverage, merchandising, parcheggi, servizi salta-coda, cabanas e lettini restano fuori. È lì che il ricavo per visitatore cresce di più, e ne ho scritto a proposito del prezzo dinamico. Il mercato italiano si muove, con prudenza, verso il modello dei grandi gruppi internazionali, dove il ricavo per singolo ingresso pesa più della corsa al numero di biglietti, perchè un parco meno affollato offre un’esperienza migliore.
È la lettura che dà anche AssoParchi. Luciano Pareschi, presidente dell’associazione, parla di un settore che si indirizza verso un modello più evoluto, in cui la crescita non si misura solo in presenze ma nella capacità di offrire servizi e qualità della visita. Un parco meno affollato è anche più vivibile.

Più strutture, e la spinta arriva dai parchi avventura
Il dato che più caratterizza il 2025 è l’espansione della rete. Gli impianti attivi passano da 252 a 295, +17,1%, 43 strutture in più distribuite su 243 comuni. Gli organizzatori crescono molto meno (+1,7%), segno che ad aprire nuovi impianti sono soprattutto operatori già presenti, che ampliano il portafoglio invece di cedere spazio a nuovi entranti.
Buona parte della spinta arriva dai parchi avventura, che fanno massa sul numero di strutture. La mappa cambia soprattutto al Sud e nelle Isole: la Sardegna passa da 6 a 26 impianti, la Sicilia ne aggiunge 9, le Marche raddoppiano da 4 a 8, il Lazio cresce di 6. La Valle d’Aosta resta l’unica regione senza impianti attivi.
L’estate si sposta in avanti, l’autunno pesa di più
La stagionalità resta marcata: luglio e agosto da soli valgono il 47% dei visitatori, e con giugno si arriva al 65% della spesa annua. Ma dentro l’estate il baricentro si è spostato. Il Giugno 2025 segna +26,8% di ingressi e +32,1% di spesa sul 2024. Una parte del pubblico tradizionalmente estivo ha anticipato la visita di qualche settimana. Luglio e agosto cedono l’11,1% e l’8,3% di presenze. Probabilmente ha inciso anche il meteo, con un’estate piovosa in diverse aree del Paese. Agosto si conferma il mese di punta in assoluto: 5.360.772 visitatori, il 26% del totale annuo.
Il movimento più interessante è fuori dall’estate. Ottobre, trainato da Halloween, cresce del 9,5% negli ingressi e del 28,5% nella spesa, e segna la spesa media per visitatore più alta dell’anno (17,61 euro). Dicembre fa +12,1% di ingressi e +31,1% di spesa, con l’affluenza media giornaliera più alta di tutte (1.620 ingressi per giornata). La destagionalizzazione, di cui parliamo da anni, nei numeri del 2025 si vede.

La geografia: il Veneto gioca un campionato a parte
Il Veneto è la prima regione per presenze, 4.768.664 visitatori, il 23% del totale nazionale, con l’affluenza media più alta d’Italia (2.195 ingressi per giornata). Sulla spesa il distacco è ancora più netto: 108.453.735 euro, il 35,4% del totale, con un incasso medio per giornata di apertura di 49.910 euro. Dietro, Emilia-Romagna e Lombardia appaiate al 18,5%, e il Lazio al 14,7%, in crescita su ingressi (+1,9%) e spesa (+2,1%). Per macro-aree, il Nord-Est concentra il 42% degli ingressi e il 52% della spesa.
Cosa guardare nel 2026
Il piano di investimenti del settore ha già prodotto nel 2025 nuove aree tematiche e attrazioni, e spiega in buona parte la tenuta dei grandi parchi. Secondo le stime di AssoParchi il comparto muove circa 8 miliardi di euro di indotto e occupa 25.000 persone tra fissi e stagionali, che salgono a 60.000 sull’intera filiera.
Per il 2026 il numero da seguire è la velocità con cui i parchi italiani faranno crescere il ricavo per visitatore, sui biglietti e soprattutto su tutto quello che SIAE non misura. Halloween e Natale dimostrano che la destagionalizzazione funziona. Il resto è gestione del valore.
Fonte: Rapporto Annuale SIAE 2025, settore Parchi e Attrazioni. I dati mensili e regionali di dettaglio sono consultabili sul DataLAB SIAE.




