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Ho detto al Corriere della Sera cosa penso del progetto di nuovo parco divertimento tra Piemonte e Liguria

Maggio 17, 2017 by Maurizio Crisanti

La cronaca di Milano del Corriere della Sera dello scorso 16 maggio pubblica alcune mie dichiarazioni sul progetto di un nuovo parco divertimento che dovrebbe sorgere in un territorio di 300 ettari tra Alessandria e Pavia, principalmente nel territorio del Comune di Pontecurone, in Piemonte. Gli articoli di giornale più recenti riportano tra l’altro la notizia che un emissario della società che sta lanciando il progetto avrebbe contattato alcune aziende agricole locali, verificando l’interesse a vendere i terreni ed offrendo una valutazione piuttosto alta rispetto al valore della zona. Secondo la migliore tradizione, già il FAI ha tuonato contro l’investimento, che deturperebbe “prezioso terreno agricolo”. Il Fondo Ambiente Italiano ha quindi tentato di approfondire l’argomento con le amministrazioni comunali interessate, ma sembra che ancora nessuna società si sia interfacciata con i Comuni per entrare nel merito del progetto e verificarne la fattibilità.

Le mie valutazioni sul progetto di parco divertimento

Al giornalista ho premesso che, ad oggi, né io né la stampa disponiamo di elementi sufficienti per valutare l’iniziativa. Ho letto certamente gli articoli di giornale sull’argomento, ma non so di più. Dagli elementi in mio possesso rilevo che un progetto presentato come “sei volte più grande di Gardaland” non può non richiamare alla mente le tante altre indiscrezioni su progetti nell’area romana, Romaland, o quella di Ivrea, Mediapolis – finito in tribunale – per non parlare del progetto di parco tematico di Regalbuto, nell’area di Enna, anch’esso sommerso dai debiti. Segnalo anche i progetti naufragati e le numerose bufale del decennio scorso, relative ad interesse ad investire da parte di emiri e sceicchi vari, o del compianto Michael Jackson, pronti a realizzare parchi tematici con milioni di visitatori. In questi casi, ricordo a me stesso che quella dei parchi divertimento è un’industria, e che tali iniziative devono avere un business plan coerente e capitali adeguati.

Le più recenti realizzazioni di parchi divertimento in Italia hanno coinvolto da subito le istituzioni, di alcune di esse se ne è parlato anche in riunioni a Palazzo Chigi e nei ministeri competenti. Perché? E’ ovvio, sono necessarie varianti urbanistiche che coinvolgono numerosi comuni e le Regioni, vanno elaborati piani di sviluppo della viabilità che coinvolgono anche le Province ed i concessionari delle autostrade, vanno elaborati piani di emergenza e sicurezza per la evacuazione dell’area di accesso al parco, che sono di competenza di Questure e Prefetture… Insomma, è veramente difficile progettare un parco a tema di grandi dimensioni senza che la eco non arrivi negli uffici dei Governatori delle Regioni o sul tavolo dei ministeri romani.

Alcuni incauti “giornalisti” parlano addirittura di 20 milioni di presenze l’anno, senza sapere che l’intero settore dei parchi divertimento in Italia è visitato annualmente da circa 16 milioni di persone (dati SIAE 2015) . Quelli enunciati sono numeri assolutamente irrealizzabili, mai raggiunti in Europa, neanche da Disneyland Paris, che con i due parchi si ferma a 15 milioni di visitatori (dati TEA 2015); essi dimostrano con quanta approssimazione vengano diffuse le notizie.

In ogni caso, credo sia ovvio ritenere che il progetto di un nuovo, grande parco tematico non possa non prevedere un afflusso superiore ai due milioni di visitatori. Questo risultato è superato in Italia sono dal principale competitore di questo progetto, Gardaland, distante 180 chilometri dall’area interessata. Il parco gardesano, inaugurato nel 1975, ha impiegato decenni ed investito molto per raggiungere i circa 3 milioni di visitatori del 2015 e 2016. Dunque sarebbe necessario approfondire il business plan per capire di più circa i dati di affluenza previsti e le strategie per attrarre visitatori, che attualmente si rivolgono alle strutture concorrenti. In effetti l’area in questione non è particolarmente vicina ad attrattori turistici come il lago di Garda o la Riviera romagnola, e si dovranno porre in essere azioni di marketing veramente complesse, per richiamare milioni di persone.

I giornali riportano il fatto che si occupi del progetto del parco una società con sede a Milano, a sua volta espressione di un gruppo di investitori tedeschi. Personalmente ritengo che la notizia del progetto del nuovo parco divertimenti non sia certamente infondata. Probabilmente, allo stato attuale,  si è in una fase di verifica della fattibilità, gestita riservatamente, prima della presentazione ufficiale alle istituzioni. Chissà poi se “Vogheraland” …

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