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POS per il bancomat in arrivo nel settore del divertimento? Si, ma senza sanzioni per chi non si adegua

Maggio 7, 2014 by Maurizio Crisanti

POS parchi divertimentoPOS obbligatorio dal 30 giugno 2014 anche nel settore del divertimento? Per quella data i gestori di attrazioni itineranti, piccoli e grandi parchi di divertimento e parchi avventura – ma anche sale per feste di compleanno, kartodromi, laser game e piste di pattinaggio – dovranno dotarsi di un’apparecchiatura che permetta di accettare le carte di debito (bancomat). L’obbligo riguarda i “i soggetti che effettuano l’attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali”, a prescindere dal fatturato e senza maggiorazione di costi per il consumatore, e riguarda i pagamenti superiori ai 30 euro, sempre che il cliente lo richieda. In sostanza nel settore del divertimento chiunque si rapporti ad un pubblico composto da nuclei familiari e gruppi di amici è tenuto a dotarsi di un Point Of Sale, dunque anche un parco giochi per bambini.

Come fare? Chi ha un conto bancario tradizionale può richiedere al proprio istituto di dotarsi del POS, ormai in genere wireless e con batteria ricaricabile, collegato alla propria linea Wi-Fi, oppure alla linea telefonica tradizionale. E se il “doppino” non raggiunge la nostra attività? In qualche parco avventura, ad esempio, collocato in aree boschive distanti dai centri abitati, la connessione è difficile. In questo caso può risolvere il problema con un terminale POS GPRS, non legato ad uno specifico gestore telefonico, o utilizzare il proprio smartphone o ad un tablet, collegato alla rete GSM o LTE. I terminali più evoluti, offerti ad esempio ai titolari del conto corrente  postale da Poste Italiane con Payleven, permettono di interfacciare il proprio dispositivo mobile ad un semplice lettore di carte, accettando i pagamenti attraverso una applicazione in ambiente iOS ed Android. Questo sistema può comunque essere interfacciato tramite porta USB ad un computer tradizionale, ed è quindi poco costoso, soprattutto per coloro che lo utilizzeranno raramente, in quanto non ha costi fissi.

In ogni caso c’è da stare attenti alle condizioni : alcune banche o gestori di terminali per cellulari richiedono ancora un canone mensile per l’utilizzo del POS, mentre altri prodotti sono in comodato o – nel caso dei dispositivi mobili – in vendita a circa 70 euro – oltre alla commissione sulle somme incassate che, per il bancomat, è di qualche oscilla – per il bancomat – in genere intorno allo 0,40 per cento fino alle carte di credito, tra lo 1,7 ed il 2,8 per cento. Sono in agguato anche pericolosissime commissioni per l’inutilizzo del POS o relative al minimo di commissioni  – fino a 20 euro mensili – che, a fronte di un obbligo di legge, sono veramente inaccettabili. In attesa che il Governo accolga la richiesta di una moratoria sulle commissioni da parte degli istituti di credito e dei gestori delle carte di credito – è previsto dal DM 51/2014 che entro il 29 luglio i gestori dei servizi di pagamento debbano differenziare le commissioni da applicare a pagamenti con carta di credito o bancomat, rapportandole ai volumi – è bene verificare i costi prima di scegliere il dispositivo del quale avvalersi. Fino ad oggi, non c’è l’obbligo di accettare pagamento con bancomat di importi inferiori a 30 euro.

E le sanzioni? Le norme non prevedono alcuna sanzione. In risposta ad una specifica interrogazione parlamentare il Ministero dell’economia, l’11 giugno ha risposto che quello del POS è solo un onere, non un obbligo giuridico: “Per quanto riguarda la circolare interpretativa del Consiglio nazionale forense, ugualmente citata nell’interrogazione, essa interpreterebbe la normativa nel senso di introdurre un onere, piuttosto che un obbligo giuridico, il cui campo di applicazione sarebbe limitato ai casi nei quali sarebbero i clienti a richiedere al professionista la forma di pagamento tramite carta di debito.

In tal senso, sembra in effetti deporre il fatto che non risulta associata alcuna sanzione a carico dei professionisti che non dovessero predisporre della necessaria strumentazione a garanzia dei pagamenti effettuabili con moneta elettronica”.

Aggiornamento del 2/12/2015

Nella legge di stabilità 2015, in corso di approvazione da parte del Parlamento, è stato prevista una sanzione di 1000 euro l’esercente che non accetti pagamenti con carte di credito e bancomat, anche di importo modesto. In caso di trasgressione è previsto l’obbligo di dotarsi del POS entro 30 giorni. In sostanza, verrebbero introdotte sanzioni alla norma del 2014, rendendola quindi pienamente operativa.

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