Giuseppe Costa, Beppe per chi gli è vicino, è il Presidente e Amministratore Delegato di Costa Edutainment, società che gestisce numerose attrazioni turistiche genovesi, dall’Acquario più visitato d’Italia, al Bigo, a La città dei bambini e dei ragazzi, al Galata Museo del Mare, alla Biosfera, al Museo Nazionale dell’Antartide ad altri acquari e strutture in giro per l’Italia e il Mediterraneo. Attraverso la soc. Costa Parchi, creata nel 2014, il gruppo Costa gestisce l’Acquario di Cattolica, quello di Livorno e Italia in Miniatura, Aquafan ed Oltremare, di recente acquisizione. Beppe Costa – nella foto insieme a Patrizia Leardini, direttore generale di Costa Parchi -appartiene ad una famiglia nota per una vicenda imprenditoriale che ha fatto la storia del crocierismo italiano, per l’ultracentenaria attività nel settore oleario, tessile e immobiliare. Il gruppo Costa è anche a capo di Opera Laboratori Fiorentini, azienda che gestisce gli spazi commerciali dei Musei Vaticani, la Galleria degli Uffizi, il Corridoio Vasariano, la Galleria dell’Accademia, il Duomo di Siena e decine di altre strutture.
L’intervista a Beppe Costa:
– Le recenti acquisizioni fanno del gruppo Costa il gestore di un complesso di strutture per il tempo libero che supererà nel 2014 i tre milioni di visitatori. Cosa la spinge ad esplorare il mondo dei parchi di divertimento con acquisizioni così significative?
Non amo definire le strutture che gestiamo come parchi di divertimento, in quanto ritengo che per la maggior parte siano luoghi nei quali proponiamo alle famiglie – nostro target principale – esperienze che consentono di passare un tempo libero di qualità. Intendo con questo proposte che avvicinano il pubblico in maniera divertente e coinvolgente alla cultura intesa come conoscenza di natura, ambiente, mare, storia della navigazione, tecnologia, scienza, storia. Il successo che abbiamo consolidato negli anni nel network genovese costruito intorno all’Acquario di Genova ha confermato in me la validità della nostra proposta tanto da pensare di poterla allargare ad altri territori interessanti dal punto di vista turistico e culturale. Vanno in tal senso le acquisizioni in Emilia Romagna, Toscana e Sardegna tutte volte a creare sistemi integrati che sappiano collaborare con gli altri attori del settore in maniera da attrarre importanti flussi turistici attraverso proposte ad alto valore aggiunto.
– I vent’anni di gestione dell’Acquario di Genova, secondo in Europa, e le successive realizzazioni nel Porto Antico – orientate ad offrire servizi al turismo ed un innovativo modello di offerta legato ad una miscela di contenuti educativi e divertimento – mostrano che la “ditta” Costa si rafforza in un’offerta diversa dal tradizionale parco di divertimento. Sono evidenti i punti di contatto tra le strutture che gestite, la maggior parte delle quali ha anche contenuti didattici. Crede nel futuro di questa specifica forma di iniziativa imprenditoriale?
La parola edutainment che fino a qualche anno fa era sconosciuta e che ancora oggi può apparire di difficile comprensione, riassume l’approccio che proponiamo al nostro pubblico attraverso le attività nelle nostre strutture: unire gli aspetti educativi e divulgativi al divertimento e al coinvolgimento diretto dei visitatori. Quello che riscontriamo giorno dopo giorno attraverso il monitoraggio e il dialogo costante con il nostro pubblico è il gradimento di questo tipo di proposte e l’aumento di richieste di attività che, oltre allo svago, consentano di apprendere dei contenuti. Oltre alla risposta positiva del pubblico, ritengo che ci sia un altro elemento significativo a supporto della validità del nostro modello imprenditoriale: il modello misto pubblico-privato che contribuisce a valorizzare il patrimonio comune di un territorio rendendolo efficace e sostenibile economicamente, con risultati positivi per le città e i territori stessi attraverso l’indotto creato. Ritengo che un tipo di attività che da un lato incontra il gradimento del pubblico e dall’altro crea “ricchezza” condivisa non possa che essere un modello vincente.
– In questo periodo la politica rivendica una sinergia tra turismo e cultura, come una delle chiavi per un nuovo sviluppo del nostro paese, anche se i più recenti provvedimenti sembrano declinare l’offerta turistica nel significato di ricettività. Lei è da decenni un valente imprenditore turistico: quale è secondo Lei il ruolo delle strutture del gruppo Costa nell’ambito del rilancio del turismo italiano ed internazionale?
Sostengo da sempre la necessità di creare sinergie nei diversi ambiti lavorativi e imprenditoriali. Questo vale a maggior ragione nel settore turistico e culturale che necessita di molti elementi: resta fondamentale una buona proposta di base da parte delle strutture e dei “contenitori” culturali e turistici, resta altresì importantissima la ricettività e, come sappiamo bene a Genova, la logistica. L’Acquario di Genova, ad esempio, è una destinazione turistica, come dimostrano diverse ricerche e come ci confermano i nostri visitatori, in grado di muovere importanti numeri, ma è chiaro che questo va accompagnato dai servizi, intesi in senso più ampio (alberghi, ristoranti, trasporti, …). In questo senso, ritengo che l’approccio più corretto sia il sostegno all’intero sistema turistico e culturale e non solo a una parte di esso, per poter operare sinergicamente e in squadra.
– Suo prozio Angelo Costa, primo presidente di Confindustria dopo la Seconda guerra mondiale, figura di riferimento dell’imprenditoria italiana di quel periodo, lascia alla famiglia una grande responsabilità. Lei è fortemente coinvolto nell’associazionismo categoriale: ha ancora senso interessarsi a questa attività, che distoglie tempo dal seguire le proprie imprese?
Come detto prima, credo fortemente nella creazione di sinergie e nel lavoro di squadra. Questo a maggior ragione in un contesto storico ed economico certamente non semplice, dove spesso i singoli soggetti hanno molte meno risorse del passato. Mettendo insieme le risorse e le competenze dei singoli, credo che si possa far fronte alle difficoltà trasformandole in opportunità. Motivo per cui sono un sostenitore dell’associazionismo anche attraverso l’impegno personale.
– La storia di Costa Edutainment pone le sue radici in una delle più note società di navigazione in Italia e non solo, che ha conosciuto momenti alterni di fortuna e di difficoltà, ma che nel corso dei decenni ha saputo rinnovarsi e “capitalizzare” competenze importanti. Quali sono gli elementi che caratterizzano la “Ditta Costa” , come amate definirvi, dai quali altri imprenditori possono imparare?
Quello che Costa Edutainment è oggi è il frutto della storia della mia famiglia, che negli ultimi 150 anni circa è stata protagonista di diversi settori dell’economia italiana: settore dell’olio, tessile, navi mercantili fino alle navi da crociera con Costa Crociere fino al 1995 e oggi mondo della cultura e dell’edutainment. L’impresa fondata dai miei antenati nasce come impresa famigliare, come una società in nome collettivo i cui soci erano gli stessi membri della famiglia, che oltre che soci erano personalmente coinvolti nel lavoro in azienda. Fin dall’inizio, l’impresa è stata legata a valori di responsabilità imprenditoriale che hanno sempre coinvolto non solo la famiglia ma anche i dipendenti delle aziende e la società. Negli anni e attraverso le diverse generazioni, abbiamo sempre cercato di coniugare eticità e valore imprenditoriale nella consapevolezza della responsabilità che un’impresa ha anche nei confronti della società. Nel corso dell’evoluzione dell’impresa, sono stati tanti i passaggi, ma il legame tra lavoro e etica non si è mai perso e ancora oggi, l’impegno sul fronte della cultura e della valorizzazione del patrimonio del territorio va in un senso di valorizzazione di un bene comune che può progredire e creare profitto condiviso. L’imprenditore è colui che si impegna per far fronte ai doveri, economici, etici e sociali che la gestione di un’impresa comporta. Non un ruolo meramente amministrativo, ma con uno sguardo sempre attento alla valorizzazione del “capitale umano”, dei dipendenti e dei clienti, nel nostro caso il pubblico dei nostri visitatori. Un ruolo che comporta un continuo dialogo anche con gli altri operatori e interlocutori pubblici e privati che lavorano sullo stesso territorio con l’obiettivo di creare sinergie.
– Il 2014 ha visto il gruppo effettuare importanti acquisizioni nel settore dei parchi di divertimento. Quali progetti ha Costa Parchi per gli anni a venire?
L’ultimo anno ci ha visti impegnati in progetti di ampliamento e investimento importanti, dalla costruzione del nuovo Padiglione Cetacei dell’Acquario di Genova alle recenti acquisizione sul territorio romagnolo. Adesso è il momento di consolidare il gruppo integrando al meglio tutte le strutture.




