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Parchi Divertimento: un brevetto Disney usa l’Intelligenza Artificiale per migliorare la sicurezza e l’esperienza del visitatore

Gennaio 15, 2024 by Maurizio Crisanti

L’AI sta contribuendo all’evoluzione dell’esperienza offerta al visitatore dei parchi divertimento. Un nuovo brevetto Disney, il più grande gruppo che gestisce parchi divertimento e attrazioni turistiche, utilizza le immagini rilevate dalle telecamere a circuito chiuso che vigilano sui resort per migliorare la gestione della sicurezza del pubblico e rilevare digitalmente comportamenti che richiedono l’assistenza degli operatori.

La nuova tecnologia utilizzerà il machine learning per addestrare un algoritmo AI a distinguere i comportamenti ordinari e segnalare invece le situazioni nelle quali è utile richiamare l’utente o intervenire per fornire qualsiasi tipo di assistenza, attraverso l’apprendimento per rinforzo (RL) i dati video delle numerose telecamere CCTV che vigilano sugli utenti. E’ noto infatti che a livello globale, oltre il 90% degli incidenti nei parchi di divertimento, piuttosto rari, è generato da comportamenti degli utenti che non rispettano le regole: affiancare alla vigilanza degli operatori un sistema digitale di rilevazione in tempo reale è una scelta che rafforza la sicurezza e migliora l’esperienza dell’utente. Il brevetto prevede l’attivazione di una piattaforma di rilevazione dei comportamenti.

I dati rilevati dalle telecamere, ricchi di informazioni e difficilmente interpretabili in tempo reale da un essere umano in tutti i loro aspetti, saranno analizzati da un modello di deep learning per determinare se le azioni di un visitatore differiscono da comportamenti che il sistema ha ritenuto ordinari. Ad esempio, ha rilevato Disney in un comunicato, se un ospite agita le braccia durante un giro su un’attrazione, il sistema determinerà che si tratta di un comportamento comune a molti ospiti o piuttosto un modo che richiamare l‘attenzione di un operatore o segnalare una situazione di potenziale pericolo.

Inoltre, inutile nasconderlo, nei punti in cui si svolgono attività commerciali o somministrazione, ma anche in aree poco presidiate o non pienamente visibili, possono essere adottati comportamenti illeciti da parte di malintenzionati, per furti o interazioni non gradite con persone o cose. In questo caso una vigilanza digitale, dunque non legata a fattori umani quali distrazione o assenza momentanea dell’operatore per interventi necessari verso alcuni ospiti, offre migliori garanzie di sicurezza.

Disney AI parchi divertimento jpg

Nell’allegato alla richiesta di brevetto è rappresentato un soggetto del quale si rilevano i movimenti del braccio: se un utente prende un oggetto dagli scaffali di un negozio e, anziché inserirlo nel carrello, lo nasconde nella propria giacca, il sistema rileverebbe il comportamento non ordinario.

Le questioni legate alla Privacy

Ovviamente un sistema come questo – anche se non legato al riconoscimento facciale – implica questioni legate alla privacy in quanto non tanto la mera analisi dei gesti, bensì quella delle emozioni di un visitatore – atteggiamento divertito, spaventato… – attiene alla sfera personale. Indubbiamente l’esperienza offerta dal parco ne sarebbe arricchita: abbiamo già presentato brevetti Disney relativi a telecamere che, rilevando l’espressione del viso, potrebbero personalizzare l’esperienza – pensiamo a una dark ride in stile Casa degli Orrori – per renderla, in tempo reale, di minore impatto rispetto a un ospite che mostra grande spavento. Non c’è dubbio, a mio avviso, che l’aspetto della sicurezza debba prevalere su quello della privacy: basti pensare a quante persone annegano in mare o in piscina perché gli assistenti bagnanti non riescono a intervenire in tempo. Una piattaforma AI legata a un sistema di telecamere – esistono già servizi in questo senso – potrebbe supportare gli assistenti bagnanti rilevando in tempo reale situazioni e comportamenti anomali in acqua, salvando vite umane. L’equilibrio tra le potenzialità dell’AI e la privacy è tutto da costruire, tuttavia è necessario orientarsi avendo chiari obiettivi e priorità.

Certamente sarebbe auspicabile ottenere il consenso degli utenti, peraltro minorenni, per l’utilizzo di sistemi di analisi dei comportamenti che, senza raccogliere dati non funzionali al sistema di sicurezza, accrescano la sicurezza e – perché no? – migliorino l’esperienza offerta al pubblico. Tuttavia l’Intelligenza Artificiale continua a offrire potenzialità molto interessanti per i parchi di divertimento e i progettisti di attrazioni ed esperienze di tipo ludico o turistico.

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