Il luna park nella Lista del patrimonio immateriale dell’umanità dell’ UNESCO. Con questo obiettivo è stata predisposta la complessa documentazione da presentare ad un’apposita commissione. Dunque il luna park è “roba da museo”? Non proprio, semplicemente è necessario riconoscerne il valore di manifestazione della cultura popolare, garantendone la tutela. La prima fase prevede l’inserimento in una lista di uno Stato nazionale. Per ora sono 6 le tradizioni italiane tutelate, tra le quali l’Opera dei Pupi, l’arte del violino di Cremona, le “macchine a spalla” delle processioni, il canto dei tenores sardi, la dieta mediterranea e la vite ad alberello di Pantelleria. Analoghe azioni sono state intraprese dalle organizzazioni degli esercenti spettacoli viaggianti europei, e già il Belgio ha inserito il luna park nell’elenco delle attività legate alla cultura ed alle tradizioni, meritorie di tutela. Istanze sono state presentate anche dagli esercenti di Germania ed Olanda. Ai documenti, alle immagini ed ai video necessari, è unita una petizione online (http://ow.ly/IkzB1) per raccogliere firme a supporto della richiesta.
A cosa può servire il riconoscimento? Sicuramente a rafforzare l’immagine del settore. Il luna park, attività che ha vissuto i suoi momenti più belli dal Dopoguerra agli anni ’90. La fatica quotidiana degli esercenti e di coloro che si danno da fare nell’organizzazione, merita di essere valorizzata.
Nel luna park non è il pubblico a recarsi ad assistere allo spettacolo, ma è lo spettacolo che raggiunge il suo pubblico sotto casa, chiedendo di diventarne il protagonista. Da tempo il settore è oggetto di una sottovalutazione dei valori economici e sociali che rappresenta: la periferizzazione delle aree, il mancato riconoscimento dei diritti derivanti da partecipazioni pluriennali ad eventi che, ignorando il valore culturale e tradizionale dello spettacolo viaggiante nell’ambito dei festeggiamenti cittadini, la Direttiva Bolkestein vuole cancellare, sono figlie di questa scarsa considerazione.
Si può fare ironia sul fatto che gli esercenti dello spettacolo viaggiante possano diventare una “specie in via d’estinzione”. Ma allora la tutela si sarebbe dovuta richiedere al WWF, non all’UNESCO! La istanza riguarda la manifestazione, il luna park e la sua “funzione sociale”, non sempre all’attenzione di tutti. Le giostre, che nell’immaginario di tutti riconducono all’infanzia o a ricordi indelebili di una bella giornata trascorsa con familiari o amici, devono fare i conti con il progresso tecnologico, le tante modalità di offerta per trascorrere il tempo libero e la digitalizzazione del divertimento. Per questo non sono “roba da museo”, perché dietro ad un luna park, alle sue attrazioni, ci sono persone, professionisti, famiglie e giovani che si domandano quale sarà il loro futuro. Recuperare l’immagine e sottolineare i valori di questa bella forma di divertimento e spettacolo, può contribuire al futuro di questa attività.
Ma cosa sono i patrimoni culturali immateriali? L’art.2 della Convenzione UNESCO definisce così i patrimoni culturali immateriali:
“le prassi, le rappresentazioni, le espressioni, le conoscenze, il know-how – come pure gli strumenti, gli oggetti, i manufatti e gli spazi culturali associati agli stessi – che le comunità, i gruppi e in alcuni casi gli individui riconoscono in quanto parte del loro patrimonio culturale. Questo patrimonio culturale immateriale, trasmesso di generazione in generazione, è costantemente ricreato dalle comunità e dai gruppi in risposta al loro ambiente, alla loro interazione con la natura e alla loro storia e dà loro un senso d’identità e di continuità, promuovendo in tal modo il rispetto per la diversità culturale e la creatività umana”.
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L’UNESCO
L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (in inglese United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization, da cui l’acronimo UNESCO) è stata fondata il 16 novembre 1945.
L’UNESCO è un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite creata per promuovere la pace e la comprensione tra le nazioni mediante l’istruzione, la scienza, la cultura, la comunicazione e l’informazione favorendo il rispetto universale per la giustizia, per lo stato di diritto e per i diritti umani e le libertà fondamentali” come definite e affermate dalla Carta dei Diritti Fondamentali delle Nazioni Unite.
Sono membri dell’UNESCO, all’ottobre 2014, 195 Paesi più 9 Membri Associati. Il quartier generale dell’UNESCO è a Parigi ed opera programmi di scambio educativo, scientifico e culturale da Uffici Regionali che svolgono la propria attività su quasi la totalità del Pianeta. Una delle missioni dell’UNESCO è quella di mantenere una lista di patrimoni dell’umanità.




